AI per Aziendeper avvocati

AI per avvocati: lo studio risponde, l'avvocato decide

AI per Aziende costruisce strumenti di intelligenza artificiale su misura per avvocati e studi legali, usati solo come supporto al lavoro dell'avvocato. Un assistente raccoglie le richieste di primo contatto dal sito e da WhatsApp e fissa gli appuntamenti; le bozze ripetitive partono dai modelli dello studio e le firma solo l'avvocato, dopo averle riviste. Si comincia con una call conoscitiva gratuita.

  • Call conoscitiva gratuita
  • Demo prima di firmare
  • Tu approvi ogni passo

Dove se ne va la giornata

  • Il primo contatto arriva mentre sei in udienza

    Una persona scrive dal sito alle 9:40, quando sei in aula fino a mezzogiorno. Nessuno le chiede di cosa si tratta, quali documenti ha, quando può venire in studio. Nel pomeriggio richiami, e la richiesta è diventata un messaggio vago da ricostruire da capo.

  • Le stesse lettere riscritte ogni settimana

    Messa in mora, richiesta di documenti, riepilogo dell'incontro, promemoria per il cliente: testi che lo studio ha già scritto cento volte, ma che ogni volta si ricompongono a mano copiando dal fascicolo precedente e correggendo nomi e date.

  • Ore e attività ricostruite a fine pratica

    Telefonate, studio degli atti, incontri, accessi in cancelleria: se non li annoti subito, al momento della parcella ricordi solo una parte del lavoro. E la parte che manca è tempo dato senza compenso.

  • L'obbligo di dire al cliente come usi l'AI

    Dal 10 ottobre 2025 la legge italiana sull'intelligenza artificiale chiede al professionista di informare il cliente sui sistemi di AI che usa, in modo chiaro. Molti studi usano già qualche strumento, ma non hanno ancora scritto cosa fa e cosa no.

Cosa fa l'AI, in concreto

Assistente per il primo contatto, senza pareri

Sul sito e su WhatsApp risponde a chi scrive allo studio con le informazioni che decidi tu: materie trattate, sede, orari, come si fissa un incontro. Raccoglie nome, recapiti, controparte e una descrizione breve. Non dà pareri, non valuta il caso e dice chiaramente che il mandato nasce solo dall'incontro con l'avvocato.

Esempio
Sabato sera una signora scrive per una lite condominiale. L'assistente chiede i dati, il nome dell'amministratore e se ha già ricevuto atti, poi propone tre orari liberi. Lunedì alle 8 trovi il riepilogo e il nome della controparte, così prima dell'incontro controlli subito eventuali conflitti.

Bozze dai modelli dello studio

Le lettere ricorrenti si preparano partendo dai testi che lo studio usa già, con i dati del fascicolo inseriti al posto giusto. La bozza arriva all'avvocato, che la legge, la corregge e decide se e quando inviarla.

Esempio
Dopo un incontro con un cliente per un credito non pagato, il praticante chiede la bozza della messa in mora. In due minuti ha il testo con importo, scadenze e dati del debitore presi dalle note: l'avvocato lo rilegge, cambia un termine e lo firma.

Attività registrate con un messaggio vocale

Detti o scrivi 'quaranta minuti di telefonata con Bianchi sulla separazione' e l'attività finisce nel prospetto della pratica, con data e durata. Quando prepari il preventivo finale o la parcella, il lavoro svolto è già elencato.

Esempio
All'uscita dal tribunale, in macchina, mandi un vocale con l'udienza, la telefonata col collega e la lettura della comparsa avversaria. La sera trovi le tre voci già nel fascicolo, pronte da controllare.

Promemoria degli appuntamenti ai clienti

Il cliente prenota un orario libero e riceve il promemoria il giorno prima, con l'elenco dei documenti da portare. Se deve spostare l'incontro lo fa da solo, senza telefonate alla segreteria.

Esempio
Il cliente che giovedì deve firmare la procura riceve mercoledì il promemoria: carta d'identità, codice fiscale e la lettera ricevuta dall'assicurazione. Arriva con tutto, e l'incontro dura venti minuti invece di quaranta.

Bozza dell'informativa sull'uso dell'AI

Per ogni strumento che costruiamo ti diamo una descrizione semplice di cosa fa e cosa non fa, da cui lo studio ricava l'informativa per i clienti. Il testo finale lo decide e lo firma l'avvocato.

Esempio
Uno studio con due soci vuole aggiungere al mandato una clausola sull'uso dell'AI. Partendo dalla scheda dell'assistente, scrive in mezza pagina che l'AI raccoglie richieste e prepara bozze, e che ogni atto è rivisto e firmato dall'avvocato.

Uno strumento su misura per il passaggio che manca

Se nel tuo studio c'è un passaggio che nessun programma copre, lo progettiamo con te partendo da quel problema preciso: costruire software su misura è il nostro lavoro.

Esempio
Uno studio che segue molti recuperi crediti vuole sapere ogni lunedì quali pratiche aspettano una risposta del debitore da più di venti giorni: costruiamo l'elenco che arriva da solo alla segreteria.

Come si parte

Tre passi, e il primo è una chiacchierata senza impegno.

  1. 1

    Call conoscitiva gratuita

    Una mezz'ora online in cui ci descrivi come entrano i clienti nello studio, chi risponde, dove si perdono tempo e informazioni. Ti diciamo cosa si può affidare all'AI come supporto e cosa deve restare all'avvocato.

  2. 2

    Prototipo con i testi dello studio

    Costruiamo una prima versione con le tue materie, i tuoi orari e i tuoi modelli di lettera, senza usare fascicoli veri finché non decidi tu. La provi prima di qualsiasi impegno.

  3. 3

    Uso quotidiano e revisione

    Lo strumento entra nella giornata dello studio e lo sistemiamo in base a come lo usate. Ogni testo verso un cliente o una controparte resta una bozza finché l'avvocato non la approva.

Perché AI per Aziende

Supporto, non sostituto

La legge 132/2025 ammette l'AI nelle professioni intellettuali solo per attività strumentali e di supporto. È anche la nostra regola: l'AI prepara, l'avvocato valuta, firma e risponde del lavoro.

Scriviamo software, non rivendiamo pacchetti

Gestionali, assistenti per WhatsApp e Telegram, programmi che lavorano sui documenti: sono lavori che i nostri clienti ci hanno commissionato. Abbiamo anche tre gestionali di settore online, sviluppati da noi.

Il riserbo dello studio resta intatto

I dati dei clienti servono solo a far funzionare lo strumento dello studio e non li usiamo per addestrare modelli. Codice e istruzioni restano dello studio anche se un giorno smetti di lavorare con noi.

Domande frequenti

Un avvocato può usare l'intelligenza artificiale nel suo lavoro?

Sì, con limiti precisi. La legge italiana sull'intelligenza artificiale, la 132 del 2025, permette alle professioni intellettuali di usare l'AI per attività strumentali e di supporto, con il lavoro intellettuale dell'avvocato che deve restare prevalente. L'avvocato deve anche informare il cliente, in modo chiaro, sugli strumenti di AI che usa. Organizzare richieste, appuntamenti e bozze rientra nel supporto; il parere e la strategia restano suoi.

Devo informare il cliente se nello studio uso l'AI?

Sì. L'articolo 13 della legge 132 del 2025 chiede al professionista di comunicare al cliente le informazioni sui sistemi di intelligenza artificiale che utilizza, con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo. Molti studi lo fanno con una clausola nel mandato o con un'informativa separata. Per ogni strumento che costruiamo ti diamo una scheda di cosa fa e cosa non fa, da cui ricavare quel testo.

L'assistente può dare un primo parere legale ai clienti?

No, e lo costruiamo apposta perché non lo faccia. L'assistente raccoglie dati, descrizione del problema e documenti, propone un orario per l'incontro e spiega che solo l'avvocato può valutare il caso. Non promette esiti. E, in linea con il codice deontologico forense, non confronta lo studio con altri (art. 35) e non offre prestazioni a chi non le ha chieste (art. 37).

Come si gestisce il segreto professionale con un assistente AI?

Il codice deontologico forense chiede all'avvocato di far rispettare il segreto anche a collaboratori e consulenti. Per questo, prima di costruire, fissiamo con te cosa l'assistente può chiedere e cosa no: di solito bastano recapiti, controparte e una descrizione breve. Quello che raccoglie resta allo strumento dello studio e non entra nell'addestramento di nessun modello.

Esiste un software per studio legale con l'intelligenza artificiale?

Ne esistono diversi, pronti, per gestire pratiche, scadenze e fatturazione, e per molti studi vanno bene. Noi facciamo un'altra cosa: costruiamo strumenti su misura per i passaggi che un programma pronto non copre, come il primo contatto dal sito o le bozze dai tuoi modelli. Non abbiamo collegamenti pronti con il gestionale di studio che usi già: nella call ti diciamo se ti serve davvero qualcosa in più.

L'AI fa ricerche di giurisprudenza al posto mio?

Non è quello che costruiamo. Le banche dati di giurisprudenza hanno i loro strumenti, e la ricerca e la valutazione dei precedenti restano lavoro dell'avvocato. Noi togliamo lavoro ripetitivo intorno alla pratica: richieste in arrivo, appuntamenti, promemoria, lettere ricorrenti, ore lavorate. Se nel tuo studio c'è un passaggio specifico sui documenti che ti pesa, ne parliamo nella call e ti diciamo onestamente se ha senso.

Quanto costa l'intelligenza artificiale per uno studio legale?

Il prezzo cambia soprattutto con due fattori: quanti avvocati useranno lo strumento e se ti serve solo il primo contatto o anche bozze e registrazione delle ore. Uno studio individuale con l'assistente sul sito è un progetto più piccolo di un'associazione con quattro soci e un praticante. Dopo la call gratuita ricevi una cifra scritta, prima di partire; se secondo noi non conviene, te lo diciamo.

Fonti
  1. La legge 23 settembre 2025 n. 132, art. 13, limita l'uso dell'AI nelle professioni intellettuali ad attività strumentali e di supporto e chiede di informare il cliente sui sistemi usati. — www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-09-23;132~art13
  2. Data di pubblicazione (GU n. 223 del 25-09-2025) ed entrata in vigore (10/10/2025) della legge 132/2025. — www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/25/25G00143/sg
  3. L'informativa al cliente sull'uso dell'AI va resa con linguaggio «chiaro, semplice ed esaustivo». — www.ecnews.it/legale/mondo-professione/ai-digitalizzazione/intelligenza-artificiale-professioni-intellettuali-lobbligo-trasparenza-verso-cliente
  4. Codice deontologico forense (agg. 2026): art. 35 dovere di corretta informazione, niente informazioni comparative, equivoche o suggestive; art. 37 c. 5 divieto di offrire senza richiesta una prestazione personalizzata; art. 28 c. 3 segreto da far rispettare anche a consulenti e collaboratori. — www.consiglionazionaleforense.it/documents/20182/40227/NUOVO+CODICE+DEONTOLOGICO+FORENSE++-+agg.+2026.pdf/8abe438b-a6fd-b8a6-9009-abaf35005f7b?t=1775579120221

Vediamo cosa si può togliere alla segreteria

Mezz'ora online, gratuita: ci racconti come entrano i clienti nel tuo studio e cosa ti porta via tempo. Ti diciamo cosa può fare l'AI come supporto, nel rispetto delle tue regole, e cosa no.

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